Ordini in corso e in programma
- detergenti eco: ARRIVATI! (referenti Milly B. e Anna Maria Z.)
- metà Febbraio: jeans EcoGeco (referente Marika D.L.)
- 28/2: frutta bio (referente Claudio B.)
- inizio marzo: prodotti Food for All (referente Laura C.)
- inizio marzo: legumi e cereali bio (referente Laura C.)
- metà marzo: gemmoderivati (referente Rosanna T.)
- metà marzo: farine Barbarighe (referente Ruggero Z.)
- metà marzo: prodotti W.I.P (referente Rosanna Toso - rosanna.toso@teletu.it)
- 2/3: agrumi (referente Fabio M.)
giovedì 23 febbraio 2012
Cambieresti (parte 2) acqua
SECONDO: NON INQUINARLA
L’inquinamento idrico è principalmente dovuto alle attività industriali, agli allevamenti e all’agricoltura convenzionale; anche gli usi domestici tuttavia danno il loro contributo, attraverso la quantità di detersivi e detergenti utilizzata da ciascuno di noi e dal processo di smaltimento
dei nostri rifiuti. accorgimenti quotidiani
• ottimizzare l’uso dei prodotti per l’igiene e ridurre lavaggi e pulizie al necessario;
• utilizzare detersivi e igienizzanti ecologici;
• ridurre il più possibile la produzione di rifiuti;
• segnalare alle autorità competenti eventuali scarichi
irregolari o altri abusi ambientali di cui si è conoscenza.
TERZO: BERE SANO E SOSTENIBILE
Secondo varie indagini gli italiani sono al primo posto nel mondo per consumo di acqua minerale (mediamente 140 litri a testa in un anno); solo il 40% dei cittadini afferma di usare acqua del rubinetto per bere. Questo significa una spesa media annua di circa 250 euro per le famiglie,
e un mercato da 2600 milioni di euro per l’industria dell’acqua minerale in mano a poche multinazionali. Inoltre, più dell’80% delle bottiglie contenenti acqua minerale è in PET: un materiale costoso da produrre e da smaltire, oltre che inquinante per l’ambiente. Il costo per
lo smaltimento di una bottiglia in PET è di circa 10 centesimi (contro i 2.5 di una bottiglia in vetro). Si viene a creare così una situazione paradossale per cui gli enti locali hanno una spesa per lo smaltimento delle bottiglie di acqua minerale di molto superiore a quanto incassano
con le concessioni al prelevamento dalle fonti. Quattro buoni motivi per bere acqua del rubinetto
piuttosto che acqua minerale:
• molto spesso l’acqua del rubinetto proviene dalle stesse sorgenti sfruttate dalle aziende dell’acqua minerale, ma costa dalle 500 alle 1000 volte in meno;
• l’acqua dell’acquedotto offre forti garanzie per quanto riguarda qualità e sicurezza: i controlli sono frequenti (settimanale nei piccoli centri) e quando i valore risultano alterati scatta mmediatamente la non potabilità;
• l’acqua del rubinetto ha un minore peso ecologico: non richiede infatti imballaggio e quindi non comporta la produzione di rifiuto; inoltre l’impatto ambientale dovuto al pompaggio fino alla nostra abitazione è sicuramente inferiore a quello causato dagli impianti di imbottigliamento
e dal trasporto su gomma delle bottiglie.
• bere acqua di rubinetto, significa valorizzare un bene comune e risorsa locale, sviluppando una cultura e una educazione di rispetto e di attenzione verso una importante
QUANTO COSTA UNA BOTTIGLIA?
La produzione di un chilogrammo di PET richiede 17,5 litri di acqua e rilascia in atmosfera 40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo, 18 grammi di monossido di carbonio e 2,3 chilogrammi di anidride carbonica. Poiché una bottiglia in PET da 1,5 litri pesa 35 grammi, con un
chilo di PET si fanno 30 bottiglie. Pertanto, per trasportare 45 litri d’acqua se ne consuma quasi la metà. A conti fatti, tenendo conto di tutto il percorso che fanno sia la bottiglia che l’acqua in essa contenuta, si stima che una singola persona, che beva mediamente 1 litro di acqua al
giorno, spende 180 euro ogni anno e fa bruciare almeno 8 litri di combustibili fossili.
Chi vive in un’area dove l’acqua non ha un buon gusto o è troppo clorata, ha comunque un’alternativa alla bottiglia: il trattamento acqua potabile ad uso domestico regolamentato dal DM 443/90. A fronte spesso di un mercato più attento al profitto che alle reali necessità
del cittadino, è necessario però individuare il trattamento eventualmente adeguato:
• se il problema è dato dai tubi vecchi e arrugginiti si può intervenire con filtri meccanici, o meglio rivedere gli impianti.
• per quanto riguarda l’eccesso di cloro, è sufficiente lasciare riposare l’acqua in una caraffa a bocca larga per qualche ora: il cloro dopo un po’ di tempo evapora.
• diversamente si possono anche applicare al lavello (punto di erogazione) delle cartucce filtranti purché contemplate dal Decreto Ministeriale 443/90, come i filtri a struttura composita che possono eliminare bene gli effetti collaterali della clorazione e della distribuzione dell’acqua potabile lungo le tubature. È molto importante verificare che tali filtri siano dotati di documentata approvazione Ministeriale.
• per l’eccesso di magnesio o calcio, che non sono nocivi a livello alimentare, ma possono creare dei disturbi tecnologici di incrostazione alle tubazioni, elettrodomestici e rubinetterie, si può installare un impianto di addolcimento (per cui è necessaria la consulenza di tecnici esperti in quanto non va confusa la presenza di materiale in sospensione con la durezza, che comunque
può essere ridotta e non azzerata, secondo le precise indicazioni ministeriali.
Per chi deve bere acqua minerale. Chi proprio non può fare a meno dell’acqua imbottigliata
per problemi di salute, o particolari situazioni specifiche, segua almeno i seguenti accorgimenti:
• leggere sull’etichetta il limite di conservazione;
• scegliere possibilmente un’acqua della propria zona e non una che proviene da molto lontano (il peso ecologico sarà minore);
• scegliere possibilmente una bottiglia in vetro piuttosto che in plastica, meglio se vuoto a rendere. Se il vuoto è a perdere, deve essere smaltito nelle apposite campane per la raccolta differenziata;
• tenere l’eventuale bottiglia di plastica lontano da fonti di calore e al riparo dai raggi solari.
ATTENZIONE ALL’ACQUA NASCOSTA
La lavorazione industriale richiede spesso l’utilizzo di acqua: in molti casi quest’acqua, fortemente inquinata, viene poi scaricata senza essere sottoposta a trattamenti di depurazione. Sono indicate qui di seguito alcune quantità standard di acqua “nascosta”, cioè necessaria
al ciclo di produzione di alcune merci. Per risparmiare acqua “nascosta”, in generale, si devono evitare i prodotti usa e getta, quelli non necessari, quelli che hanno scarsa durata. Molto importante in questo senso è anche il risparmio energetico: l’industria elettrica è infatti
tra le maggiori consumatrici di acqua per il raffreddamento degli impianti.
Prodotto Acqua “nascosta” (litri)
una bistecca 1000 (meditate su questo)
1 kg patate 20
1 kg carta bianca 44
1 kg carta ecologica 1.5
1 lattina di alluminio 6
Ciao a tutti alla prossima puntata che riguarderà il tema dell'alimentazione
Claudio
sabato 11 febbraio 2012
CAMBIERESTI? E se provassimo a cambiare il mondo a partire dal nostro quotidiano?
ACQUA
COSA POSSO FARE?
Ogni italiano consuma in media, per le sole necessità domestiche, circa 210 litri di acqua al giorno, l’equivalente di due vasche da bagno piene. Di questi, solo 2 litri vengono usati per dissetarci, mentre il 50% va a finire nello sciacquone del bagno, il 30% in lavastoviglie e lavatrici e poi ancora nelle docce, nel lavaggio di verdure e utensili vari. Sprechiamo, inoltre, circa 18 litri d’acqua al giorno facendola scorrere dai rubinetti per avere l’acqua più calda o più fredda.
PRIMO: NON SPRECARLA
I consumi domestici di acqua si possono ridurre anche del 50% senza per questo rinunciare al benessere: ecco alcuni suggerimenti.
accorgimenti quotidiani
• educhiamo i bambini a non sprecare l’acqua;
• chiudiamo il rubinetto dell’acqua mentre ci laviamo i denti, ci facciamo la barba, o ci insaponiamo sotto la doccia;
• facciamo la doccia piuttosto che il bagno: useremo così circa 50 litri d’acqua anziché 100;
• laviamo i piatti mettendoli a bagno in una bacinella, chiudendo il rubinetto ogni volta che si interrompe il risciacquo; l’acqua della pastasciutta è ottima per sgrassare!
• utilizziamo la lavastoviglie e la lavatrice solo a pieno carico: il consumo di acqua è lo stesso che si ha a carico semivuoto, e risparmieremo 8.000 litri di acqua ogni anno (oltre che parecchi kilowattora);
• laviamo le verdure lasciandole a mollo nell’acqua e sciacquandole poi velocemente: una famiglia di tre persone arriva così a risparmiare 4500 litri/anno;
• utilizziamo l’acqua in cui sono state lavate le verdure, o raccogliamo l’acqua piovana, per annaffiare i fiori e l’orto;
• annaffiamo il giardino con parsimonia e sempre verso sera: quando il sole è calato, l’acqua evapora più lentamente e non viene sprecata ma assorbita dalla terra;
• laviamo l’auto di rado e con il secchio invece che con la pompa.
accorgimenti tecnici
• un rubinetto eroga da 10 a 20 litri al minuto; per risparmiare il 30% dell’acqua mantenendone la stessa forza, basta applicare un economico riduttore di flusso o rompigetto areato, specifico per il risparmio idrico; con lo stesso procedimento o acquistando docce con miscelazione aria-acqua, si puo raggiungere il 50% di risparmio idrico, che comporta anche un risparmio energetico quando trattasi di acqua calda.
• per verificare se vi siano perdite da rubinetti o tubature si può leggere il contatore la sera prima di andare a dormire e la mattina appena ci si sveglia;
• fare riparare i rubinetti o il water che gocciolano;
• esistono in commercio sciacquoni a doppio pulsante, ma può essere modificato anche quello già installato agendo sull’asticella del galleggiante interna al serbatoio; con scarichi inferiori a 10 litri per volta si risparmieranno fino a 25.000 litri di acqua potabile all’anno;
• è possibile raccogliere l’acqua piovana per usi secondari, non potabili. Se si dispone di un giardino, si può predisporre un serbatoio di accumulo (dimensionamento: 4lt/giorno per m2 per circa 60 giorni/anno);
• nei giardini domestici evitare pavimentazioni impermeabilizzanti.
Ciao a tutti alla prossima con secondo non inquinarla e terzo bere sano e sostenibile
Claudio
mercoledì 11 gennaio 2012
Resoconto dell'assemblea del 10 gennaio
Si è aperta la serata con il resoconto dell’incontro avuto la sera precedente presso la sede di Arianova con tutti i GAS della Pedemontana. Questo incontro è servito per mettere le basi per un futuro coordinamento tra i vari GAS sia per quanto riguarda le iniziative sia per gli acquisti onde evitare nel primo caso sovrapposizioni e nel secondo per concordare un unico trasporto per la stessa tipologia di ordine. Altra importante azione comune è quella di scambiarsi anche le informazioni sui vari fornitori per poter scegliere sempre più in maniera consapevole.
Luisa Dal Bello ha portato in assemblea una riflessione sul consumo di territorio e l’ipotesi di iscrizione al forum italiano per la tutela del paesaggio e dei suoli fertili. L’obiettivo dovrebbe essere quello di indurre le varie amministrazioni comunali a riconsiderare il proprio territorio come un bene da preservare senza considerarlo invece un bene su cui lucrare o su cui fare cassa con gli oneri derivanti dalla costruzione. La discussione che ne è scaturita è stata interessantissima e ben si è collegata con l’argomento successivo che riguardava la costruzione della superstrada Pedemontana. Quest’ultimo argomento verrà sviscerato in un incontro presso il Maglio di Pagnano che faremo a breve invitando qualche persona esperta e informata che ci potrà ragguagliare su questa mega opera “nostrana”. Il vero e proprio dibattito sulla sua utilità verrà pertanto rinviato alla successiva conoscenza del progetto.
Nicoletta ha proposto di acquistare prodotti di cosmesi e detergenza della Weleda. Al momento visto che i fornitori in essere per prodotti simili sono 3 si è deciso di formare un comitato che dovrà selezionare i produttori e di conseguenza i prodotti per proporli alla approvazione della prossima assemblea.
Al termine tutti a provare e toccare i jeans di cotone bio del campionario della ditta EcoGeco che Marika ha contattato per iniziare una collaborazione che speriamo sia proficua per entrambi.
Ciao alla prossima Claudio
giovedì 22 dicembre 2011
martedì 20 dicembre 2011
Assemblea del 18 dicembre 2011
L'affluenza è stata piuttosto scarsa, probabilmente a causa degli impegni natalizi delle famiglie, ma questo non ha impedito ai presenti di trattare i punti all'ordine del giorno e di discutere su questioni importanti! In ordine gli argomenti trattati sono stati:
1-richiesta da parte del gruppo socialità di un ricambio membri: il gruppo socialità, ad oggi composto da 2 persone, ha lo scopo di promuovere ed organizzare attività "sociali" all'interno del GAS, che permettano agli associati di conoscersi meglio condividendo momenti diversi rispetto all'assemblea. Quindi visite ai fornitori, partecipazione ad eventi o fiere, uscite, pranzi, incontri domenicali. Le due volontarie che fino ad oggi si sono occupate di tali iniziative (e che con l'occasioni ringraziamo vivamente) hanno espresso la necessità di uscire dal gruppo di lavoro, e chiedono quindi che qualcun altro si faccia avanti... quindi forza, esprimete la vostra disponibilità!!!
2- E' venuto a trovarci un giovane di Crespano del Grappa, di nome Mathieu, il quale vorrebbe partecipare al bando di concorso indetto dal comune di Asolo per l'assegnazione di un terreno coltivabile in zona Casella d'Asolo e di 5000€ di fondo perduto per far partire un attività che dia risalto al territorio. Mathieu ha intenzione di proporre un progetto di coltivazione sinergica per la produzione di ortaggi, e chiede a noi di GASolo di appoggiare il progetto attraverso una lettera d'intenti da inserire nel suo dossier. Parlando con Mathieu sono uscite anche altre ipotesi, non solo come potenziali acquirenti (sarebbe bello avere un produttore di verdura a Km0!) ma anche come collaborazione pratica, per esempio giornate di raccolta, o giornate di aiuto per la coltivazione. L'assemblea ha accolto all'unanimità la sua richiesta, che non pone ovviamente alcun vincolo a GASolo, ma chiede di appoggiare il progetto e di rendersi disponibili a una collaborazione futura (ovviamente tutta da definire)
3-possibile partecipazione dell'associazione il Fiore alla Banca del Tempo di GASolo: A Il fiore, col quale collaboriamo volentieri, piace la sperimentazione in corso della banca del tempo e sta ipotizzando di entrare nel circuito per parteciparvi attivamente. L'assemblea ha dato il via libera all'eventuale ingresso.
4-Sabato Stefano Reginato assieme ad altre persone ha visitato un impianto a biogas a Tezze sul Brenta, per capire un po' meglio e farsi un'idea più precisa su come lavorano e sono strutturati questi impianti. Il tutto nasce dalla necessità di acquisire competenza sugli impianti a biogas in modo tale che GASolo possa prendere una posizione indipendente e ragionata sul progetto che da qualche mese coinvolge il comune di Crespano del Grappa (e tutti i comuni limitrofi) che riguarda la costruzione di un impianto a biogas da più o meno 1MW nella campagna tra Crespano e Mussolente. GASolo ha già espresso il suo parere negativo sul progetto presentato, non tanto per la tipologia di impianto, che se calibrata e gestita in maniera opportuna e sulle esigenze del territorio è sicuramente valido, quanto sulle dimensioni e le condizioni del progetto stesso.
Stefano ha inoltre sottolineato come, al contrario di quanto detto dai progettisti e tecnici, l'impianto a biogas anche di piccole dimensioni funziona, e bene, dando la possibilità all'agricoltore di risolvere il problema dei liquami da una parte e di quadagnare (ripagando l'investimento) grazie agli incentivi di cui questa tipologia di impianti gode.
5-Si è proposto di organizzare un corso di giocoleria per bambini dai 6 ai 11 anni (elementari). Il corso sarà tenuto da un maestro della scuola Waldorf, che da anni organizza questa attività. Sono previste 8 lezioni a partire da metà febbraio, il mercoledì dalle 17 alle 18.30. Sarà a breve spedita una mail a tutti i soci con i dettagli e i costi.
6- Sono venuti a trovarci Giampaolo e Claudia, titolari della ditta EcoGeco, piccola realtà completamente italiana che produce e commercializza jeans totalmente ecologici (cotone bio, tinture esclusivamente naturali) a filiera corta (produzione del tessuto, lavaggio, confezionamento tutto nel raggio di 50km nella zona di Padova). Hanno presentato la loro esperienza, le motivazioni che li hanno spinti a mettersi in gioco con questo progetto, le difficoltà e le gratificazioni che stanno avendo. Trovate tutto descritto nel dettaglio all'interno del loro sito internet. Alla fine della presentazione, per i presenti, c'è stata la possibilità di toccare con mano i loro prodotti, provarli e acquistarli. Molto gentilmente hanno lasciato un campionario che nel prossimo periodo è a disposizione per gli interessati. Ci sarà una mail del referente a breve.
E questi sono stati i temi discussi durante l'assemblea.... poi è stato detto molto altro, tra risate e buon vin brulè, buonissime torte fatte in casa e tanta allegria
Sonia
mercoledì 9 novembre 2011
Non abbassare la guardia sull’acqua
Ieri sera si è svolta la consueta assemblea del Gasolo. Gli argomenti trattati sono stati innumerevoli, dalla quota associativa con pagamento annuale, al cambio del fornitore del riso, al Maglio aperto il 4° martedì del mese per lo scambio tra i gasisti, alla festa del GAS e alla festa dello scambio e baratto da organizzare fino alle riflessioni sul costo dell’abbigliamento bio e tanto altro ancora. Tra tutte queste cose importantissime io sento di dover dare maggior risalto alla riflessione che è stata fatta dal nostro socio Paolo in assemblea sull’acqua pubblica e sul dopo referendum. Questo con lo scopo di non dimenticare e di non accontentarsi di un esito referendario straordinario che ha coinvolto i movimenti e anche noi stessi che abbiamo dato il nostro piccolo contributo. Ricordiamoci che il referendum, per semplificare il discorso, ha abrogato una legge (la cosiddetta Legge Ronchi), ma non ha dato una direttiva (perché non è compito del referendum) e una legislazione futura. In pratica il referendum ha posto all’attenzione dei politici un certo pensiero che va nella direzione della tutela dei beni comuni da parte degli enti pubblici, ma non gli ha dato mandato per fare ciò. Non li obbliga a ripubblicizzare l’acqua, ma solo a non cederla completamente al privato. La strada pertanto è ancora in salita e bisogna ricordarlo per non crogiolarsi e non abbassare la guardia. L’esperienza del Comune di Napoli (straordinaria a mio avviso in questi primi 5 mesi di governo cittadino) che va nella direzione della ripubblicizzazione del bene acqua e probabilmente anche degli altri beni comuni deve servire come esperienza pilota e cavallo di Troia per fare questo anche in tutto il resto del Paese altrimenti il referendum è servito solo in parte. La strada da percorrere è pertanto quella di spingere nella direzione della ripubblicizzazione sapendo che si può e si deve fare, per non lasciare questo fantastico movimento espressosi nel sì ai referendum a metà guado. Come Gasolo abbiamo pertanto deliberato di costituire un gruppo di lavoro che assieme a tutte le associazioni o partiti che vorranno lavorare per questo proverà a incontrarsi con gli amministratori pubblici per convincerli a tentare la strada del pubblico per quanto riguarda l’acqua, forti tra l’altro dell’esperienza legislativa di Napoli. E’ ora di dire basta al neo liberismo perché pubblico è bello e può essere anche efficiente se chi governa il pubblico lo fa nell’interesse del cittadino.
Ciao a tutti Claudio
giovedì 13 ottobre 2011
Decrescita e banca del tempo GASolo
Tale proposta è stata presentata nell'ultima assemblea e resa operativa da questa settimana.
Cos'è una banca del tempo? Innanzi tutto come detto la cosa parte dal presupposto che bisogna erodere una parte di economia tradizionale (economia di mercato) per portarla in altra veste in una economia con caratteristiche diverse fatta anche e soprattutto di relazioni all'interno del GAS (economia di relazioni).
La BDT consiste in uno scambio di prestazioni (ore) all'interno di una determinata comunità e nel nostro caso si avvicina molto di più a quelle che sono le caratteristiche delle associazioni anglosassoni in cui oltre alle prestazioni è possibile scambiarsi anche i beni che si autoproducono come ad esempio pane, confetture ecc.. La BDT valorizza lo scambio di tempo paritario tra le persone e sviluppa e promuove nuovi valori, sostituendosi al denaro sulla base del principio che ciascun individuo è portatore di bisogni ma anche di risorse. Il tipo di prestazioni che offre è il più disparato, e in questo per la fantasia e per le necessità degli associati ci sarà di che sbizzarrirsi, ma tutte le prestazioni vanno nel senso della solidarietà reciproca, dell'aiuto tra le persone, e nella semplificazione e riduzione di quella che è la corsa ostinata contro il tempo di questa società consumistica. In definitiva una riappropriazione del tempo per le relazioni e per lavori gratificanti, una soluzione alle necessità derivanti dalle piccole esigenze della vita quotidiana, un trasferimento di saperi e conoscenze e in ultimo una riduzione del consumismo e del PIL.
Come pensiamo di organizzarla? Intanto abbiamo scelto di eliminare il cosidetto “cassiere bancario” cioè colui che gestisce il conteggio delle ore dei “correntisti”. La nostra idea come quella di molte altre BDT è quella di gestirsi autonomamente le prestazioni attraverso dei piccoli voucher o buoni corrispondenti ciascuno ad un'ora che i soci si scambieranno per le varie prestazioni. Ciò implica anche che non potrà esserci chi solo offre prestazioni e chi solo necessita di prestazioni, perchè il primo si troverebbe inflazionato di buoni e il secondo li consumerebbe tutti visto che sono limitati. In tal caso il primo dovrà per forza di cose utilizzarli e il secondo dovrà mettersi in gioco per fare anche lui la sua parte e riguadagnarli. Tutto ciò comunque senza negare a ciascuno la possibilità del dono che rimane l'azione all'interno della comunità con il più alto valore relazionale.
Come faranno i soci a sapere quali sono le prestazioni o i beni che vengono ricercati o offerti? Per il momento in via sperimentale abbiamo deciso di rimanere ancorati a cose semplici senza utilizzare piattaforme in rete comuni e immediate. Per il momento in attesa di verificare l'andamento della BDT faremo ciascuno una segnalazione settimanale di quello che sono i bisogni e le necessità dei singoli per poi sommarle in un data base che verrà inviato ai soci e che conterrà tutte le informazioni per la settimana successiva. Il socio non dovrà far altro che verificare cosa viene messo a disposizione per la comunità e richiedere o prestarsi per quella determinata prestazione.
La BDT sarà sicuramente una piccola goccia, ma ci permette un atterraggio più morbido con delle relazioni rafforzate oltre che essere essa stessa un piccolo granello di sabbia che si va a posizionare nell'ingranaggio ormai in rottura di questo sistema economico e finanziario.
In attesa della crepa definitiva proviamo a ripensare ad una economia che deve essere diversa da quella attuale, non so come, ma avviamoci a dare il nostro contributo.