sabato 12 maggio 2012

Dire, Fare, Scambiare. Decrescita in Festa!


Nei nostri post parliamo spesso di decrescita, di stili di vita sostenibili, autoproduzione, banca del tempo.
Chi di voi legge il blog più o meno sa o ha sperimentato alcune di queste tematiche.
Ma GASolo vuole far conoscere e contagiare più persone possibile, perchè siamo convinti che il cambiamento deve partire dalla gente comune, e che ognuno di noi può contribuire a cambiare le cose; l'importante è iniziare dai piccoli gesti quotidiani.

Per questo abbiamo organizzato una giornata tutta dedicata alla decrescita e a come noi, nel nostro piccolo, possiamo attuarla giorno dopo giorno.
Il 3 giugno, al Maglio di Pagnano, si susseguiranno laboratori di autopoduzione (pane, sapone, birra. etc.), conferenze, momenti di scambio e confronto sui temi che a noi stanno cari!
Vi invitiamo quindi a partecipare a questa giornata, aperta a tutti e gratuita, durante la quale potrete toccare con mano (e non è una metafora) come praticare la decrescita e adottare uno stile di vita diverso da quello in voga.

Cliccando sull'immagine qui a fianco è possibile scaricare il programma dettagliato della giornata.
Oppure lo si trova su facebook (www.facebook.com/events/102606676541504)

 

Aggiornamento!
A causa del maltempo di domenica 6 maggio, la Festa dell'Oasi di San Daniele è stata posticipata al... 3 giugno! in concomitanza con "Dire, fare, scambiare".
GASolo e il comitato promotore della Festa dell'Oasi, considerata l'affinità tra le due manifestazioni e lo spirito di collaborazione che anima le due associazioni, hanno deciso di "gemellare" le due inziative, invitandovi a partecipare ad entrambe!
La distanza tra il Maglio di Pagnano e l'Oasi a San Zenone è di 7 Km e mezzo, e considerata la rinomata (tra i ciclisti) bellezza del percorso, vi suggeriamo di  spostarvi in bici!
Qui a fianco la locandina

Assemblea dell'8 maggio 2012

L'assemblea di maggio 2012 si è aperta con la distribuzione ai gasisti del materiale pubblicitario di "Dire, fare, scambiare - decrescita in festa!", iniziativa per la quale GASolo si sta spendendo come mai successo finora. Il fato (e il poco coordinamento tra le associazioni della zona) ha voluto che il 3 giugno ci siano in contemporanea la festa dell'Oasi di San Daniele a San Zenone e un'iniziativa del tutto simile a "Dire, fare, scambiare" a Montebelluna; contiamo in visitatori itineranti sull'asse Montebelluna - Asolo - San Zenone!

Su proposta di Arianova l'assemblea ha poi deciso di ospitare in sede al Maglio una serata informativa sul GAS fotovoltaico 2012 di Arianova, il 26 giugno.

Sempre per quanto riguarda le proposte, il Comitato NO TAV ha risposto positivamente all'invito GASolo di venire ad Asolo per parlare di TAV; si è ragionato sull'opportunità di organizzare la serata a giugno oppure dopo l'estate e sul come ospitare/favorire il soggiorno di Luca Giunti ad Asolo. Stefano lo contatterà nei prossimi giorni per definire meglio la trasferta.

Abbiamo discusso poi la proposta della gasista Cinzia relativa all'acquisto di prodotti dall'azienda "Il Poggio di Camporbiano". Non è emerso però in assemblea sufficente interesse per i prodotti dell'azienda, la maggior parte dei quali, si è valutato, è reperibile anche da produttori più vicini ad Asolo.

Su sollecitazione di diversi gasisti, ho rimesso in discussione, riproponendolo all'attenzione dell'assemblea, il recente cambio di fornitori dei detergenti ecologici. In particolare si è discusso del possibile reintegro di Biotekno e dell'ulteriore semplificazione dei listini oggi utilizzati. Se ne parlerà in dettaglio nel corso di un'apposito incontro che a breve verrà convocato.
Inoltre è stato ufficialmente deciso di non includere più nei listini Altromercato la linea di cosmesi Natyr e abbandonare gli ordini W.I.P., nell'ottica di semplificazione degli acquisti.

Abbiamo anche rivalutato la proposta della falegnameria LOB1; i gasisti, in generale, hanno apprezzato il catalogo presentato, ma si sono detti interessati a contattare i ragazzi di LOB1 per commissionare lavori su misura, piuttosto che acquistare da catalogo.
 
Su indicazione di Oscar l'assemblea ha esaminato il suggerimento di Oscar di introdurre, tra i criteri di valutazione dei fornitori, la presenza di fonti di inquinanti rilevanti (inceneritori, cementifici, grossi insediamenti industriali) nelle vicinanze del sito produttivo del fornitore. E' stato deciso di introdurre il criterio nella scheda di valutazione del fornitore.

E' iniziata poi una interessante (e preoccupante) discussione sull'inquinamento da polveri sottili e nanoparticelle. Oscar ha spiegato la pericolosità per la salute delle nanoparticelle, argomento di vanto e oggetto di marketing da parte delle aziende produttrici che, alla faccia del principio di precauzione, le mettono in commercio sempre più diffusamente.

Infine Laura ha proposto all'assemblea un incontro informativo con un potenziale fornitore di percarbonato, acido citrico, bicarbonato e panni in microfibra.

Andrea

martedì 1 maggio 2012

Cambieresti (parte 7) - Alimentazione

ORGANISMI TRANSGENICI*
* con la collaborazione di Gianni Tamino,
Professore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova e membro del gruppo di lavoro sugli OGM del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali


Un organismo transgenico è un essere vivente nel cui DNA sono stati inseriti dei geni estranei al suo patrimonio genetico, con tecniche di ingegneria genetica (cioè “tagliando” con speciali enzimi frammenti di DNA di un organismo e “incollandoli” con altri enzimi nel DNA di un organismo diverso). I geni possono essere considerati come veicoli di informazione strutturata, utilizzabili dalla cellula per reagire agli stimoli provenienti dal corpo e, più in generale, dall’ambiente. L’idea che sta alla base della produzione degli organismi transgenici è che se manipoliamo e inseriamo deliberatamente delle nuove e precise informazioni, per esempio nel corredo genetico di una
pianta, allora questa inizierà a reagire agli stimoli ambientali in modo diverso da come siamo abituati ad osservare; potrebbe dare dei frutti più resistenti al freddo di quelli generati da piante non modificate, oppure capaci di conservare un’elasticità dei tessuti migliore rispetto ai prodotti
tradizionali e marcire, quindi, più lentamente. Le informazioni che inseriamo nell’individuo ospite possono provenire dalla stessa specie e/o da specie affini oppure da specie e regni diversi. In ogni caso, gli organismi che si ottengono esprimeranno delle caratteristiche che non sarebbe possibile osservare in individui ottenuti con i tradizionali metodi di selezione e incrocio. Le passate tecniche di produzione, infatti, erano limitate ad intervenire su specie e varietà che, dopo l’incrocio, risultavano capaci di manifestare in modo più netto le proprie qualità e/o di
ridurre l’espressione di altre caratteristiche, giudicate dannose o poco utili; se la tecnica per ottenere tali risultati era quella dell’incrocio, il confine delle possibilità di cui si doveva tener conto era quello dell’affinità tra specie: non si potevano incrociare specie troppo diverse tra loro e, soprattutto, non era possibile far esprimere ad un rappresentante del regno vegetale le qualità di un esponente del mondo animale. Un Organismo Transgenico, invece, è capace di sviluppare qualità proprie di specie e regni del tutto diversi da quello da cui proviene.
Quali sono, a cosa servono e in che alimenti si possono trovare gli organismi transgenici?
Sebbene la lista degli organismi transgenici commercializzati o in sperimentazione sia molto lunga, le specie diffuse nel mondo a scopo alimentare (sia per produrre cibi umani o mangimi) sono sostanzialmente 5: mais, soia, colza, cotone e le colture di lieviti, largamente
usati nell’industria di trasformazione.
Attualmente in Europa possono essere commercializzati prodotti alimentari che derivano da 16 Organismi Transgenici: 1 varietà di soia, 1 varietà di mais, i derivati di 7 varietà di colza e di 4 varietà di mais, gli olii derivati da due varietà di cotone e i cibi o i mangimi che contengono
Vitamina B2 ottenuta dalle colture di un batterio Transgenico, il Bacillus subtilis.
A cosa servono le modifiche indotte?
Nel 1992, il Dipartimento della Sanità e dei Servizi Umani della Food and Drug Administration - l’organismo responsabile della qualità degli alimenti messi in commercio negli Stati Uniti - esprimeva il suo parere favorevole all’immissione nel mercato statunitense di organismi
transgenici vegetali. La risposta alla nostra domanda è contenuta in un passo dello scritto con cui quell’opinione venne resa pubblica: “...i caratteri” [da sempre ricercati in agricoltura] “possono essere grossolanamente suddivisi in due categorie: quelli che riguardano le caratteristiche agronomiche della pianta e quelli che riguardano le caratteristiche dell’alimento. Le caratteristiche agronomiche sono quelle che riguardano i raccolti: la resistenza alle malattie, agli insetti e agli erbicidi; l’abilità di crescere in varie condizioni ambientali avverse. Le caratteristiche dell’alimento includono quelle che riguardano i processi di preparazione, il nutrimento, il sapore.
Le tecniche di DNA ricombinante [tecniche con cui si ottengono gli Organismi Transgenici, nda] sono usate per raggiungere gli stessi scopi delle tecniche tradizionali…”
Le piante transgeniche, dunque, vengono prodotte per due scopi:
• migliorare le rese dei raccolti;
• migliorare lavorabilità, potere nutrizionale e qualità organolettiche dei prodotti.
È importante sottolineare come questa definizione di utilità non abbia perso valore a distanza di 13 anni e possa essere utilizzata anche per gli Organismi Transgenici coltivati fuori dagli Stati Uniti; delle 16 varietà commercializzate in Europa, 15 (tutti i vegetali) sono state manipolate per
raggiungere il primo obiettivo, aumentando la loro protezione all’aggressione degli insetti e/o inducendo una certa tolleranza a determinati erbicidi (NB il ragionamento un po’ semplicistico è: meno piante rovinate dagli insetti e meno concorrenza con le malerbe = più piante raccolte).
Si può ben capire come i primi consumatori di tali prodotti non siano gli esseri umani, ma il bestiame da allevamento. Mais, soia, colza, semi di cotone, vitamina B2 sono tutti ingredienti dei mangimi impiegati nell’industria zootecnica. Ciò detto, non dobbiamo dimenticare che una percentuale dei frutti delle colture transgeniche viene sicuramente destinata anche all’alimentazione umana. I prodotti che giungono sugli scaffali dei supermercati si possono
presentare sotto diverse forme. Non esiste una lista di tutti i preparati contenenti organismi transgenici; per questo motivo proponiamo un piccolo elenco a puro scopo esemplificativo
di prodotti che possono contenere OT:
• salsa di soia;
• tofu;
• bevande di soia;
• olio di soia;
• lecitina di soia - la lecitina è largamente utilizzata in pasticceria e nell’industria alimentare come emulsionante;
• farine di mais;
• sciroppo e zucchero di mais - e quindi dolciumi e bibite analcoliche che li contengono -, olio di semi di mais;
• cibi cotti o preparati (patatine, snacks etc) con l’olio di colza, l’olio di mais, l’olio di soia o l’olio di cotone (in Italia il cotone e i suoi derivati non possono essere utilizzati a scopo alimentare);
• margarine e grassi di pasticceria derivati dagli olii elencati.
È possibile riconoscere un alimento derivante da OT? Il regolamento CE n. 1830/2003 del Parlamento e del Consiglio Europeo concernente la tracciabilità e l’etichettatura
degli alimenti transgenici prescrive che sulle etichette dei prodotti alimentari, per ciascun ingrediente elencato, debba figurare l’indicazione “Questo prodotto contiene organismi geneticamente modificati” o “Questo prodotto contiene [nome dell’organismo o degli organismi]
geneticamente modificato[i)” qualora la percentuale di organismo(i) transgenico sia superiore allo 0,9% e non possa esserne dimostrato il carattere accidentale e tecnicamente inevitabile. È ammessa, inoltre, per ogni ingrediente, la presenza dello 0,55% di organismi transgenici
NON approvati dalla Commissione purché se ne possa dimostrare il carattere accidentale ed inevitabile.
Le stesse norme si applicano agli alimenti destinati agli animali. Il regolamento non prescrive che siano etichettati come prodotti transgenici carne, latte o uova ottenuti da animali nutriti con mangimi transgenici o trattati con farmaci derivati da organismi transgenici. Di fatto sono pochissimi, per non dire quasi nessuno, i prodotti etichettati come contenenti OGM: finora in Italia sono stati messi sul mercato un olio di semi (subito ritirato dal commercio) ed una birra, ma indagini della Camera di Commercio di Torino hanno evidenziato presenze superiori
allo 0,9% anche in alcuni prodotti non etichettati.
CHI VENDE, IN EUROPA GLI ORGANISMI TRANSGENICI?
Le ditte autorizzate dalla Commissione Europea a commercializzazione e produrre a scopo di vendita diversi prodotti transgenici, tra cui quelli alimentari, sul territorio dell’Unione sono 19:
AgrEvo (sede principale: Berlino , Germania)
Agrigenetics, Inc. d/b/a Mycogen Seeds c/o
DowAgroSciences LLC (Stati Uniti - Indianapolis)
Amylogene HB (Svezia, Svalov)
Bayer CropScience - Gruppo Bayer (Germania, Monheim),
Ciba-Geigy (sede principale: Svizzera, Basilea)
Danisco Seed (Danimarca, Holeby)
DLF-Trifolium (Danimarca, Store Heddinge)
Dow AgroSciences - Gruppo DOW (sede principale: Stati
Uniti)
F. Hoffmann - La Roche (Svizzera, Basilea)
Florigene (Collingwood, Australia)
Hoechst - gruppo Sanofi Aventis (sede principale
Germania, Francoforte)
KWS SAAT AG, (Germania, Einbeck)
Monsanto (sede principale: Stati Uniti, St. Louis)
Mycogen Corporation - gruppo DOW (Stati Uniti - S. Diego);
Novartis (sede principale: Svizzera, Basilea)
Pioneer Hi-Bred International, Inc. - gruppo Du Pont (sede principale: Stati Uniti, Des Moines);
Plant Genetic Systems (Belgio, Gent)
Stoneville Pedigree Seed Company (Stati Uniti, Memphis)
Syngenta Seeds SAS (Svizzera, Basilea)

I rischi degli OT
Data la complessità dei sistemi biologici, introducendo nell’ambiente organismi con caratteri genetici che provengono da altre specie e che non sono stati verificati dai meccanismi della selezione naturale, non siamo in grado di prevedere quali conseguenze potranno verificarsi.
Ad esempio, in ogni momento è possibile che una pianta modificata si incroci per caso con piante coltivate o spontanee dello stesso tipo e diffonda un carattere che potrebbe avere gravi conseguenze per la biodiversità, sia naturale che agricola, che rappresenta la vera ricchezza ambientale, dato che, grazie alla diversità genetica, ogni popolazione può avere sempre qualche
individuo in grado di adattarsi a variazioni dell’ambiente e al diffondersi di epidemie. Ad esempio la diffusione di una resistenza a un particolare parassita potrà far sì che questa pianta si trovi senza più controllo e diventi infestante, mentre una pianta divenuta, grazie ad una tossina, resistente ad un insetto favorirà la selezione degli insetti resistenti a tale tossina, vanificando tale
modificazione genetica e aumentando la pericolosità degli insetti patogeni.
PRODUZIONI LOCALI
Rifornirsi di alimenti da produttori locali, singoli o associati, meglio se bio, permette di inimizzare l’impatto da trasporto delle derrate da altre aree del Paese o addirittura da Paesi stranieri.
CIBI BIOLOGICI
Consumare cibi biologici contribuisce allo sviluppo sostenibile poiché, a parte gli indubbi vantaggi per la salute legati al consumo di alimenti privi di additivi e residui chimici e più ricchi in micro-nutrienti, l’agricoltura bio utilizza pratiche agro-zootecniche che preservano l’ambiente, salvaguardano la biodiversità, mantengono la struttura biologica del suolo senza impoverirlo, minimizzano i dispendi energetici e la produzione di rifiuti. Inoltre i cibi bio sono
garantiti rispetto alla assenza di OGM.

A risentirci alla prossima puntata quando comincieremo a parlare di Energia

domenica 22 aprile 2012

Salviamo il paesaggio e fermiamo il consumo di suolo


Il consumo di territorio dell’Europa è il più alto del mondo: il 60% del territorio necessario per la produzione di prodotti alimentari e di legname proviene da zone al di fuori dell’Europa. Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito sono tra i 10 maggiori consumatori di cosiddetto “terreno importato”. Questo triste e scandaloso primato ci inserisce tra i maggiori responsabili della deforestazione globale, della perdita di biodiversità, dei cambiamenti climatici; che dire poi dei devastanti impatti sociali sulle comunità alle quali il territorio viene rubato, strappato e violentato? (fonte: https://www.neurope.eu/article/europe-s-land-consumption-highest-world)
E se è vero che devastiamo coì tanto fuori “dal nostro cortile”, cosa accade poi all’interno? Cosa succede ogni giorno nel nostro Paese, sotto gli occhi di tutti?
Secondo il dossier di FAI e WWF “Terra rubata: viaggio nell’Italia che scompare”, in Italia negli ultimi 50 anni l’area urbana si è moltiplicata di 3,5 volte con un ritmo di crescita pari a 33 ettari al giorno. E si stima che nei prossimi 20 anni la superficie occupata delle aree urbane crescerà di 600 mila ettari (75 ettari al giorno). Ma il dato paradossale è che sono cresciute le aree urbane anche nei comuni che si sono spopolati, soprattutto attraverso il fenomeno dello sparpagliamento dell’urbanizzato (urban sprawl).
Come possiamo pensare di continuare a distruggere e consumare una risorsa finita come il territorio? Quando interverremo per difendere il suolo fertile e i nostri preziosi paesaggi?
È per rispondere a questa esigenza di tutela della risorsa suolo che il 29 ottobre 2011, a Cassinetta di Lugagnano, in provincia di Milano, primo comune italiano che si è dotato di uno strumento urbanistico a crescita zero, si è tenuta la prima assemblea nazionale del Forum dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio. Si tratta di un aggregato di associazioni e cittadini di tutta Italia, che hanno come unico obiettivo quello salvare il paesaggio e il territorio italiano dalla cementificazione.
Le azioni chiave identificate sono:
  • effettuare un censimento degli edifici sfitti, vuoti o sottoutilizzati per proporre una moratoria sulle nuove urbanizzazioni finché non venga reso efficiente il patrimonio edilizio esistente; per questo il 27 febbraio è stata avviata la campagna per il censimento, inviando ad ogni Comune una lettera di presentazione dell’iniziativa e la relativa scheda da compilare;
  •  formulare una proposta di legge nazionale di iniziativa popolare sul “risparmio del suolo”;
  • effettuare una capillare campagna di informazione e comunicazione attraverso i comitati locali del Forum stesso
Recentemente si è costituito il comitato locale Asolo-Castellana, che intende perseguire le finalità del Forum agendo nel territorio di 10 comuni: Asolo, Fonte, San Zenone, Riese Pio X, Altivole,  Loria, Castelfranco Veneto, Vedelago, Castello di Godego, Resana.
GASolo ha aderito sia all’associazione nazionale che al comitato locale, ritenendo tale iniziativa degna di essere sostenuta e promossa.
“Il suolo fertile e l’integrità del paesaggio sono la principale garanzia per il futuro del nostro Paese, del turismo, della nostra agricoltura e dei nostri prodotti tradizionali, della salubrità dei luoghi in cui abitiamo e della biodiversità naturale ivi presente. La storia ci insegna che essi sono la base concreta di ogni cultura locale, ciò che unisce gli italiani nella diversità e ci rende un popolo unico. Paesaggio e territorio fertile sono la risorsa economica di cui siamo più ricchi, è assurdo sprecarla così.” (http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/info_sul_forum/leggi-lappello/)

Luisa

domenica 15 aprile 2012

Assemblea del 10 aprile 2012

La serata assembleare si è aperta con Andrea che ci ha riferito circa la situazione venutasi a creare nel direttivo dopo le dimissioni di due dei suoi componenti. Come prevede lo statuto, avremmo dovuto sostituirli con i primi tra i non eletti, ma avendo un solo non eletto si sarebbe dovuto eleggere un nuovo direttivo.
A questo punto si è cercata e trovata la disponibilità, anche solo formale, di Paola a rimanere in carica consentendo all’attuale direttivo di arrivare alla sua naturale scadenza ( genn. 2013 ).
Rimangono le dimissioni di Evelino.

 A seguito di quanto emerso dall’incontro tra referenti, Andrea ha esposto e l’assemblea ha approvato, la modifica del regolamento riguardante i criteri di valutazione e scelta dei produttori-fornitori.

Nel punto successivo Claudio ci ha informato sulla situazione organizzativa di "Dire, fare, scambiare", festa dello scambio e dell’autoproduzione, sono stai meglio definiti alcuni aspetti anche se il lavoro da fare è ancora molto.
Alcuni dei presenti hanno dato la loro disponibilità per la giornata di festa con la speranza che altri soci si aggiungano sia per meglio distribuire il carico di impegni, sia per contribuire ad una buona riuscita dell’evento.

Con Marika è stata trattata la proposta di indumenti in cotone biologico di BIOinVI, ma dopo un breve dibattito, nel quale è emerso qualche dubbio circa l’idoneità del fornitore ai criteri di selezione del Gas e soprattutto constatata la mancanza di interesse dell’assemblea si è deciso di non darvi seguito.

Su sollecitazione di Luisa si è deciso di aderire, come Gas, anche al comitato locale Asolo Castellana di Salviamo il Paesaggio.

 La proposta Ferrazza è stata illustrata da Andrea e dopo un breve dibattito nel quale è emersa la difficoltà di sviluppare l’argomento in modo appropriato in un tempo stringato si è deciso di declinare momentaneamente l’invito dell’ex sindaco di Asolo e di ritrovarsi per approfondire quella che appare, almeno ad alcuni, un’interessante possibilità che porta con se la necessità di un impegno non da poco e probabilmente qualche rischio.

 Infine, ma non da ultimo, su proposta di Stefano è stato approvato un’incontro informativo sulla TAV con un’esponente del movimento che vi si oppone.
Rimandata la decisione circa un contributo al comitato valsusino che porta avanti questa battaglia, ma si era proprio sui titoli di coda.

Marco

mercoledì 11 aprile 2012

Cambieresti (parte 6) - Alimentazione

COSA POSSO FARE?
DIETE E PROBLEMI COL CIBO: PARLATENE CON PERSONE COMPETENTI
La scelta di una dieta deve sempre essere valutata con attenzione e possibilmente seguita sotto il controllo e l’assistenza di personale qualificato. Quando il soggetto abbia dei problemi di salute, o stia attraversando situazioni della vita particolari, per evitare complicazioni è essenziale seguire le diete sotto il controllo di personale qualificato. Il cibo è fonte di vita, fonte di gioia, ma può anche essere fonte di malattia. Capita a volte, per ragioni diverse, che il nostro rapporto col cibo si complichi e sfugga al nostro controllo per trasformarsi in fonte di sofferenza, come ad esempio nei casi di bulimia e anoressia, problemi che sono in aumento in particolare tra i giovani, o con l’uso eccessivo di bevande alcoliche. Quando ci troviamo di fronte a tali problemi è necessario parlarne subito con le persone che possono aiutarci, in particolare col nostro medico di fiducia.

PER UN’ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA

Un poco di tutto
Non esiste, né come prodotto naturale né come trasformato, l’alimento “completo” o “perfetto” che contenga tutte le sostanze indicate nella giusta quantità e che sia quindi in grado di soddisfare da solo le nostre necessità nutritive. Il modo più semplice e sicuro per garantire, in misura adeguata, l’apporto di tutte le sostanze nutrienti indispensabili, è quello di variare il più possibile
le scelte e di combinare opportunamente i diversi alimenti della piramide alimentare.
Con moderazione e equilibrio
Spesso “di più” non corrisponde a “meglio” dato che molti alimenti (se non quasi tutti) se assunti in quantità eccessiva provocano disturbi anche molto seri, dall’obesità, dovuta all’eccesso di energia, a intossicazioni o problemi agli organi (p. es. al fegato quando vi sia un eccesso di vitamine del gruppo B). Quindi moderare l’assunzione degli alimenti e rendere la dieta equilibrata con il giusto apporto di energia, proteine e grassi.
Inserire sempre nei pasti della verdura (da mangiare possibilmente ad inizio pasto) e mangiare quotidianamente della frutta apporta vitamine e minerali e mantiene in ordine l’attività dello stomaco.
Variare gli alimenti
Variare le scelte dei cibi significa gioire di un maggior numero di alimenti, ma anche ridurre il rischio che può derivare da abitudini alimentari monotone, vale a dire la ingestione ripetuta e continuativa - mangiando sempre gli stessi alimenti - di sostanze estranee eventualmente presenti negli alimenti (p.es. residui di pesticidi), e di composti “antinutrizionali” (naturalmente contenuti nei cibi).
E attenzione alla salubrità dei cibi
All’acquisto controllare la data di scadenza, e che gli alimenti siano stati conservati correttamente. Controllare anche gli ingredienti per evitare alimenti troppo grassi o zuccherati o con sostanze di cui si può essere allergici. Preferire cibi di stagione e provenienti da agricoltura biologica disciplinata dal regolamento ministeriale 2092/91 che vieta l’uso di OGM, pesticidi, fertilizzanti e altri prodotti di sintesi.
COSA POSSO FARE? PER NON ALIMENTARE L’INTOLLERANZA
Oggigiorno sono sempre più numerose le persone che presentano manifestazioni allergiche complesse, in cui i segnali di risposta ad allergeni differenti si sommano tra loro coinvolgendo tutti i sistemi e gli organi dell’organismo. Queste reazioni si distinguono in allergie e intolleranze.
Mentre i sintomi di allergia alimentare sono presenti solo nello 0,5% della popolazione, chi invece soffre di fenomeni di intolleranza alimentare si colloca in una percentuale che oscilla tra il 30 e il 40%. Le manifestazioni di allergia e intolleranza agli alimenti sono state osservate con maggiore frequenza nei paesi a più elevato tenore di vita in conseguenza al maggiore uso di alimenti di produzione industriale. Le allergie alimentari sono reazioni nelle quali è coinvolto il sistema
immunitario che manifesta una reattività verso proteine alimentari riconosciute estranee nel momento in cui giungono nell’intestino o attraversano la barriera intestinale.
Le allergie si manifestano con caratteristiche ben precise: sorgono entro pochi minuti dall’assunzione di un determinato alimento o gruppo di alimenti (da 2-3 minuti a 30-120 minuti). I sintomi sono scatenati dall’assunzione anche di piccole quantità dell’alimento responsabile.
I principali alimenti allergizzanti sono: latte, uova e derivati, crostacei e molluschi, frutta secca, alcuni legumi, cereali, cacao, ecc. Nel caso di intolleranze, o comunque di ipersensibilità, i sintomi si sviluppano in un certo senso per effetto di accumulo di tossine che determina l’insorgenza dei sintomi dell’intolleranza: è cioè necessario mangiare un certo alimento per più giorni continuativi perché si sviluppi la sintomatologia. È necessaria la reintroduzione ripetuta della sostanza per
scatenare la reazione. L’introduzione di un alimento verso cui esista intolleranza agisce in pratica come una specie di lento “avvelenamento”, anche se l’organismo è in grado di riconoscere la presenza del nemico in modo quasi istantaneo. È importante conoscere l’esistenza
di questo fenomeno, perché gli effetti di una intolleranza sull’organismo non sono di tipo immediatamente evidente, ma giorno dopo giorno provocano la crescita di fatti infiammatori che determinano malattie sicuramente impegnative. Inoltre, in presenza di intolleranza
alimentare si consumano molti globuli bianchi e quindi si vengono spesso a determinare quelle forme di malattia da carenza di difese; si tratta cioè di malattie come le tonsilliti ripetute, le otiti, le bronchiti ricorrenti e altro ancora, ma anche fenomeni come la stanchezza cronica e l’ingrassamento o il calo del rendimento muscolare o mentale. Va inoltre segnalato che spesso le
intolleranze alimentari sono causa di disturbi del comportamento nel bambino. Le più frequenti sono quelle all’uovo, ai grassi vegetali idrogenati, al lievito. Spesso le intolleranze alimentari si sviluppano nei confronti di additivi o conservanti, e talora la reattività non è necessariamente
legata alla sostanza alimentare pura, ma a volte a tutta la serie di sostanze chimiche che lasciano
residui in traccia nei vari processi di coltivazione, raffinazione e conservazione, e sono purtroppo diverse migliaia di sostanze, di cui la farmacologia e la chimica hanno studiato solo seicento tipi.

Finisco aggiungendo un mio pensiero a quanto riportato sopra. "E ci meravigliamo che le intolleranze alimentari e le allergie sono in rapido aumento tra la popolazione soprattutto pediatrica? Pensiamo a quanti composti sono presenti nei cibi convenzionali tra additivanti, coloranti, aromi, conservanti e pesticidi di sintesi. E' impossibile per il nostro organismo fare una lotta contro tutti questi composti."

Bene ci rivediamo alla prossima puntata dove parleremo di organismi transgenici.
Ciao Claudio

lunedì 26 marzo 2012

Cambieresti (parte 5) - Alimentazione

GLI ALIMENTI
Gli alimenti sono i prodotti che mangiamo. Essi possono essere raggruppati in cereali, alimenti proteici, alimenti grassi, legumi, ortaggi e frutta. Cereali, legumi, ortaggi e frutta dovrebbero rappresentare la base della dieta giornaliera, su cui inserire gli altri tipi di alimenti in quantità moderate. Cereali a alimenti amilacei Tra i cereali più importanti nell’alimentazione umana troviamo il riso, il mais, il frumento, l’avena, l’orzo, il miglio, la segale. Tra gli altri importanti alimenti amilacei troviamo le patate. I cereali sono importanti perché apportano carboidrati, e cioè energia, all’organismo. I cereali sono anche una fonte di proteine, anche se in bassa misura (5-10%). Data la loro specifica caratteristica amilacea non possono rappresentare un alimento
completo e devono sempre esser abbinati ad importanti fonti proteiche quali carni o pesce e/o legumi. Una dieta ricca di cereali e fibre aiuta a mantenere il giusto peso corporeo, a prevenire problemi circolatori e cardiaci, e a mantenere in ordine il sistema gastro-intestinale.
Alimenti proteici Carni, pesce, uova, latte, formaggi, sono alimenti ricchi di proteine animali e sono quindi complete di tutti gli amminoacidi essenziali. Sono inoltre ricche di ferro e vitamine del gruppo B e PP. Per queste caratteristiche sono alimenti molto importanti nella dieta in quando
anche in piccole dosi coprono molti dei fabbisogni essenziali della nutrizione umana. Questi alimenti vanno consumati con moderazione per il contenuto di grassi saturi, per evitare un affaticamento dei reni nello smaltimento delle tossine e perché contengono anche sostanze conservanti e residui di antibiotici e di pesticidi (e spesso anche sostanze ormonali sintetiche). Per ovviare a ciò sarebbe bene che almeno alimenti come uova, latte, yogurt e formaggio provenissero da agricoltura biologica. La differenza di prezzo non è eccessiva e vale la qualità del prodotto. Il pesce ha ottime qualità nutritive ed è più digeribile della carne, è ricco in sali
minerali e vitamine del gruppo B e la vitamina D. Il consumo di pesce d’allevamento va moderato per le medesime ragioni della carne. Le proteine vegetali si trovano soprattutto nei legumi (piselli, fagioli, soia, lenticchie, ceci, fave ecc.), fonti minori sono le noci, i semi e i cereali. Una dieta che combina cereali e legumi può fornire la gamma degli amminoacidi essenziali.
Alimenti grassi
Sia i grassi saturi (formaggi, latte intero, panna, burro, carni grasse e i loro derivati e certi oli vegetali) che insaturi (oli vegetali, di semi e di oliva) vanno usati con molta moderazione nella dieta per il loro alto livello energetico. È molto importante avere cura della conservazione
delle sostanze grasse. Queste tendono ad ossidarsi (irrancidire) e devono essere conservati fuori dal contatto dell’aria. I grassi solidi vanno conservati in frigo. Per gli oli di oliva, in particolare, è importante scegliere quelli spremuti a freddo; questa lavorazione permette la conservazione di preziose sostanze nutritive che difendono l’organismo dai radicali liberi (ritenuti causa di invecchiamento, dell’insorgenza di disfunzioni delle funzioni cellulari e dei tumori).
Ortaggi e frutta
Numerosi studi hanno dimostrato che un’alimentazione ricca in cereali, legumi, ortaggi e frutta protegge dalla comparsa di varie malattie molto diffuse nei paesi sviluppati, come diverse forme di tumore (p.es. al colon, all’intestino), malattie cardiovascolari (patologie delle arterie coronarie, ipertensione, infarto), cataratta, malattie dell’apparato respiratorio (p.es. asma e bronchiti),
malattie dell’apparato digerente (p.e. diverticolosi, stipsi), ecc. Il consumo di adeguate quantità di frutta e ortaggi assicura il fondamentale apporto di vitamine, minerali, acidi organici, e nello stesso tempo consente di ridurre la densità energetica della dieta. Questo sia perché il tenore in grassi e l’apporto calorico complessivo sono limitati, sia perché il potere saziante di questi
alimenti è particolarmente elevato. Ricordarsi di mangiare la frutta lontano dai pasti dopo averla lavata bene e sbucciata se non proviene da agricoltura biologica.
Fibre
Nell’alimentazione, se equilibrata e quindi comprendente l’assunzione di frutta e verdura, è presente una importante quantità di fibre. La fibra alimentare di per sé non ha valore nutritivo o energetico (se si eccettua la piccola quantità di energia proveniente dagli acidi grassi formatisi per fermentazione nel colon). La fibra alimentare è molto importante per la regolazione di diverse funzioni fisiologiche nell’organismo: ritarda lo svuotamento gastrico e facilita il transito del bolo alimentare nell’intestino e l’evacuazione delle feci, regola l’assorbimento di alcuni nutrienti (ad esempio zuccheri e grassi) riducendolo e rallentandolo, contribuendo così al
controllo del livello di glucosio e di colesterolo nel sangue. È importante quindi avere sempre della verdura nei pasti, usare qualche alimento integrale almeno qualche volta durante la settimana (integrale vivo, ossia che proviene da chicchi integrali, non ad esempio da farine cui sono state successivamente aggiunte fibre). Abituarsi a mangiare della frutta durante la giornata, lontano dai pasti e dopo averla lavata bene e sbucciata se non proviene da agricoltura biologica.

Anche questa settimana terminiamo la rubrica. Continueremo ancora con la prossima puntata sull'alimentazione e la successiva sui prodotti OGM.
Ciao Claudio